Archivi del mese: novembre 2009

Il fumo fa decadere la garanzia dei computer Apple

Fonte: il gazzettino

ROMA (23 novembre) – Il fumo nuoce alla salute del pc. In particolare, fa male al Mac, che perde la garanzia se il proprietario fuma mentre utilizza il pc. La notizia arriva da“The consumerist”, sito americano di tutela dei consumatori, che riporta due casi in cui la richiesta di assistenza è stata negata «per contaminazione da fumo» del macbook, nonostante nel contratto di garanzia non si facesse alcun riferimento alle sigarette. La Apple, alla richiesta di chiarimenti, ha replicato che la nicotina è nella lista delle sostanze dannose, stilata dalla Occupational Safety and Health Administration, e sottolinea che non chiederà ai suoi dipendenti di riparare qualcosa mettendo a rischio la loro salute. Secondo gli esperti, infatti, il computer di un fumatore, all’interno, è come un posacenere sporco. A parte la puzza e la polvere, l’accumulo di catrame può mandare in tilt il pc.

I due casi di cui parla “The consumerist” sono avvenuti qualche anno fa in due diversi Stati Usa. Il primo risale all’aprile 2007, quando un pc venne portato in un “Apple store” a West Des Moines, nell’Iowa, dove restò per un anno. Poi arrivò la risposta, analoga ad una sentenza di condanna: il pc era stato usato in una casa di fumatori, e questo faceva decadere la garanzia. Non solo. L’Apple si rifiutò di riparare il Mac anche a pagamento, per «i rischi alla salute dovuti al fumo passivo».

Nel secondo episodio, i tecnici assicurarono un intervento nel giro di 48-72 ore per un iMac che dava problemi, ma dopo qualche giorno informarono il cliente che il computer non poteva funzionare «perché contaminato» dal fumo di sigarette, considerato un «pericolo biologico». Entrambi i protagonisti dei due casi scrissero direttamente a Steve Jobs, il “patron” della Apple, ottenendo solo un nuovo “no”.

Videoterminalisti e lavori sedentari: problemi cervicali e lombari

Fonte: www.puntosicuro.it

L’Inail ha reso disponibile un opuscolo sulla prevenzione dei rischi derivanti da posture incongrue prolungate in caso di lavori sedentari, videoterminalisti e call center: raccomandazioni, consigli pratici, indicazioni per esercizi e posture adatte.

Tra le malattie professionali quelle muscoloscheletriche hanno assunto nel tempo una progressiva rilevanza, tanto da essere incluse nelle nuove tabelle. Ad esempio nella Tabella delle Malattie Professionali per l’Industria hanno trovato posto l’ ernia del disco lombare, le malattie da sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore e le malattie da sovraccarico biomeccanico del ginocchio con precisa indicazione delle lavorazioni chiamate in causa.

Riguardo alle patologie muscoloscheletriche l’INAIL ha recentemente pubblicato un “Opuscolo informativo sulla prevenzione dei rischi derivanti da posture incongrue prolungate”, un lavoro che nasce da un’indagine effettuata sui lavoratori di un call center e individua le patologie più ricorrenti presso questa categoria di lavoratori con particolare riguardo alle patologie muscoloscheletriche.
In particolare il documento, curato dal Dr. Antonino Mele, presenta le più aggiornate conoscenze in materia di “misure idonee a prevenire condizioni di disagio lavorativo legate a posture incongrue e movimenti ripetuti che possono interferire con lo stato di benessere dei lavoratori che operano al videoterminale”.
Ma l’opuscolo, appunto sviluppato pensando a quanti operano presso i call center, si rivolge in realtà a tutti in quanto le posture prolungate rappresentano una costante nella nostra vita.
Ed è ormai accertato che “la posizione seduta, attività quotidiana comunissima, possa provocare dolori muscoloscheletrici in qualsiasi punto del rachide ed in modo particolare a livello cervicale e lombare”.

A titolo esemplificativo indichiamo alcune delle misure di prevenzione consigliate riguardo alla testa e alla colonna cervicale.
Spesso, infatti, i “mal di testa e i fastidi alla vista sono legati a problematiche inerenti al tratto cervicale”. La muscolatura cervicale e la struttura addetta al controllo della posizione del capo deve “lavorare per far sì che la nostra testa possa reggersi e muoversi nello spazio per seguire e agevolare la vista”. Ed è facile, quindi, “che questa muscolatura sia sottoposta a contrazioni prolungate, legate a necessità di lavoro come l’uso di un computer” o la lettura di documenti o altre attività similari.

Ecco alcune delle raccomandazioni riportate (il documento riporta immagini e foto esplicative riguardo a ogni indicazione data):

– “evitare movimenti sempre nella stessa direzione” per erronea posizione del documento o del monitor;
– “evitare lo scivolamento sulla sedia che oltre a favorire un eccesivo carico sul disco intervertebrale a livello lombare, lo accentua maggiormente a livello cervicale;
– evitare la lettura su una superficie orizzontale o comunque che costringa il capo in flessione;
– evitare di tenere il telefono tra spalla e capo spingendo in su la spalla o inclinando il capo”.

E i consigli:

– “assumere per qualche minuto, ogni tanto, la posizione di flessione del tronco, con movimento a livello delle anche;
– eseguire la retrazione del mento (spingere il mento indietro)”;
– eseguire con la testa movimenti in diagonale: dall’alto a destra verso il basso a sinistra e viceversa, alternando;
– “eseguire movimenti in diagonale: dall’alto a sinistra verso il basso a destra e viceversa alternando con l’esercizio precedente;
– solo occasionalmente eseguire la rotazione completa del capo a destra e sinistra. Eseguire con andamento lento e progressivo;
– abbassare e sollevare le spalle”;
– eseguire la rotazione delle spalle, ripetere più volte;
– “eseguire l’estensione del capo e il ritorno, ma senza fare la flessione”.
Nel documento vengono riportati anche specifici consigli posturali per il riposo.

Ricordando che “a livello lombare si manifestano la maggior parte delle problematiche invalidanti legate alla posizione seduta”, veniamo ora brevemente alle raccomandazioni per la prevenzione dei dolori a livello lombare:

– “evitare la posizione seduta per lungo tempo”;
– camminare o stare nelle posizioni riportate nel documento “se compatibili con l’attività svolta utilizzando calzature adatte sia alla deambulazione che al lavoro sedentario;
– evitare il prolungarsi della posizione con il bacino scivolato in avanti;
– evitare le posizioni che richiedono troppa attenzione per essere mantenute;
– evitare di accavallare le ‘gambe’ o perlomeno variare spesso l’arto;
– evitare le sedie che impongono una posizione obbligata per lungo tempo come ad esempio le sedie sagomate;
– modificare spesso la posizione da seduti” (nel documento sono proposte tre varianti);
– “posizionare una spinta lombare (rotolo 8-12 cm di diametro);
– utilizzare spesso i braccioli o un appoggio sul piano di lavoro;
– utilizzare spesso il piano di lettura come superficie di appoggio e almeno durante la lettura ricercare il movimento ‘dell’anca’” (come raffigurato nel documento);
– “modificare spesso posizione e se possibile assumerne alcune che simulano la stazione eretta”.
Nel documento, oltre alle posture per il riposo, sono riportati anche consigli riguardo ad idonei esercizi di ginnastica e a specifiche posture di rilassamento.

Ecco, infine, l’indice del documento:

– Presentazione
– Prefazione
– Introduzione
– Problematiche legate al lavoro sedentario
– Distretti corporei interessati
– Colonna vertebrale
– Testa e colonna cervicale
– Colonna dorsale
– Colonna lombare
– Arti superiori
– Spalla
– Gomito polso e mano
– Arti inferiori
– Ginocchio

Inail, “Opuscolo informativo sulla prevenzione dei rischi derivanti da posture incongrue prolungate”, a cura di Antonino Mele (formato PDF, 4.06 MB).

links qui: http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=9432

Incidente sul lavoro – manutenzione quadro elettrico

Ho trovato questo video.

Da riflettere, vero?

Incidente quadro elettrico

Nuova direttiva Macchine: conformita’, manutenzione e Testo Unico

Fonte: www.puntosicuro.it

Disponibili gli atti di un convegno dedicato alle integrazioni tra le disposizioni legislative del Testo Unico e la nuova direttiva Macchine. Manutenzione degli equipaggiamenti elettrici e valutazione della sicurezza dei sistemi di comando elettrici.

Il 29 dicembre 2009 entrerà in vigore in tutta Europa la nuova direttiva macchine 2006/42/CE, in sostituzione della direttiva 98/37/CE, e in questi ultimi mesi si stanno svolgendo numerosi convegni e seminari per dare informazioni sulla nuova direttiva e evidenziarne le integrazioni con le disposizioni legislative del Decreto legislativo 81/2008.
Informazioni che sono necessarie perché la riduzione del numero di infortuni, provocati dall’utilizzo di macchine nei luoghi di lavoro, passa proprio attraverso un costante aggiornamento sull’evoluzione normativa italiana ed europea riguardo alla progettazione, costruzione, installazione e manutenzione delle macchine.
Il nuovo convegno che presentiamo, e di cui sono stati recentemente pubblicati gli atti, si intitola “La sicurezza nelle macchine tra nuova Direttiva Macchine e Testo Unico” e si è svolto a Bari il 23 ottobre 2009 con l’organizzazione dell’Ispesl (Dipartimento Tecnologie di Sicurezza) che, ricordiamo, ha partecipato ai lavori di stesura sia della nuova direttiva macchine che del Testo Unico.

Nella prima parte del convegno sono state evidenziate le future integrazioni tra le disposizioni legislative della nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE, di prossimo recepimento in Italia, e del Decreto legislativo 81/2008, Testo Unico recentemente modificato dal D.Lgs. 106/2009.
Nella seconda parte è stato invece affrontato il tema della conformità e della manutenzione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, in ragione delle significative novità in materia introdotte dal D.Lgs 81/2008 e da quelle future previste dalla Direttiva 2006/42/CE.

In particolare durante il convegno è stato presentato il “Software per la valutazione delle caratteristiche di sicurezza dei sistemi di comando elettrici”, specifico per le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.
Ricordiamo che, come indicato nella presentazione del convegno, il software “ha come obiettivo principale la cultura della sicurezza, orientando quanti orbitano nel campo dell’adeguamento degli equipaggiamenti elettrici e dei circuiti di comando delle attrezzature di lavoro (datori di lavoro, organismi di vigilanza territoriale, progettisti), a migliorare le condizioni di sicurezza delle attrezzature stesse”.

Gli atti del convegno:

– “La sicurezza nelle macchine tra nuova Direttiva Macchine e Testo Unico”, Vittorio Mazzocchi – ISPESL DTS (formato PDF, 126 kB);

– “La Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE”, Emilio Borzelli – ISPESL DTS (formato PDF, 94 kB);

– “La conformità delle attrezzature di lavoro alla luce delle nuove disposizioni legislative”, Luigi Monica – ISPESL DTS (formato PDF, 1.78 MB);

– “I Controlli e le verifiche degli apparecchi di sollevamento secondo il Testo Unico”, Amalia Nuzzo – ISPESL Dip. di Bari (formato PDF, 334 kB);

– “Le macchine per operazioni di sollevamento materiali e persone tra Nuova Direttiva Macchine e Testo Unico”, Laura Tomassini – ISPESL DTS (formato PDF, 936 kB);

– “Direttiva macchine e Testo Unico sulla sicurezza: ruolo dell’ARPA Puglia in materia di verifiche periodiche di apparecchi e impianti”, Paolo Bovio – Direttore Servizio Territoriale DAP Bari – Arpa Puglia (formato PDF, 6.46 MB);

– “Aspetti metodologici innovativi nella valutazione dei rischi nell’ambito della nuova Direttiva Macchine”, F. Boenzi, S. Digiesi, G. Mossa, G. Mummolo – Politecnico di Bari (formato PDF, 566 kB);

– “La manutenzione elettrica delle macchine e la qualificazione degli addetti”, Francesco Paolo Nigri – ISPESL Dip. di Bari (formato PDF, 903 kB).

links: http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=9427

Ispesl: aggiornate le linee guida sul rischio rumore

Questa notizia è stata tratta da: http://www.puntosicuro.it/

Disponibile un manuale di buona pratica Ispesl, aggiornato alle recenti normative, con metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro. Il D.Lgs. 81/2008, la valutazione e le strategie di riduzione del rischio.

Come più volte riportato nei rapporti sull’andamento infortunistico in Italia, le ipoacusie sono le tecnopatie più diffuse: un problema che è rilevante non solo dal punto di vista umano, ma anche da quello sanitario, sociale ed economico.
Per ridurre la rilevanza delle conseguenze dei rischi lavorativi legati al rumore, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (Ispesl) ha prodotto un Manuale di buona pratica, “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”, un documento in continuità con le Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro pubblicate nel 2000 e approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Provincie Autonome il 16 dicembre 2004.
Il manuale è stato più volte aggiornato e quello che presentiamo con questo articolo è un documento aggiornato – dal Dipartimento Igiene del Lavoro dell’ISPESL e dal Coordinamento Tecnico Interregionale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro – al D.Lgs. 81/2008, come modificato dal D.Lgs. 106/2009.

Il Manuale di Buona Pratica vuole fornire “lo stato dell’arte sugli aspetti tecnici della prevenzione dei rischi da esposizione a rumore, con particolare attenzione al tema della bonifica, che continua a mostrare carenze e ritardi nelle diverse realtà lavorative, e a due temi ad essa direttamente correlati e spesso trascurati: la progettazione acustica ex novo degli insediamenti produttivi ed i collaudi acustici degli interventi di bonifica”. E lo fa fornendo informazioni, raccontando metodologie e interventi realizzati sul campo, spesso reperibili solo in un ristretto ambito di addetti ai lavori e di esperti di acustica.

Il testo è organizzato, per facilità di comprensione e di accesso alle informazioni, in tre livelli.

Il Primo Livello contiene il vero e proprio manuale, è ispirato alla massima semplicità di lettura e chiarezza ed è rivolto alla generalità dei destinatari.
Dopo due capitoli di carattere introduttivo, il testo (capitoli 3 e 4) entra nel merito dell’applicazione delle linee guida nei luoghi di lavoro: il lettore è introdotto ai “criteri acustici generali di progettazione e bonifica degli edifici industriali stabiliti dalle attuali norme tecniche e di legge” e vengono affrontate particolari tipologie di destinazione d’uso (uffici, attività commerciali, ambienti scolastici, ambienti comunitari e di pubblico spettacolo e strutture sanitarie).
Successivamente si analizzano le macchine, le attrezzature e gli impianti e si introduce il lettore al collaudo acustico in opera degli interventi di controllo del rumore.

Il Secondo Livello è articolato invece in 27 Schede destinate all’approfondimento tecnico e gestionale degli argomenti trattati nel primo livello.
Ad esempio “le Schede di acustica fisica generali utili per comprendere il fenomeno acustico in tutte le sue articolazioni (generazione, propagazione, assorbimento e isolamento), le Schede riguardanti i criteri di scelta e collaudo delle metodologie attualmente disponibili per la riduzione del rumore, la Scheda sulla scelta del consulente tecnico”.

Infine il Terzo Livello contiene una serie di banche dati “riguardanti le normative tecniche e legislative nazionali e internazionali, i materiali e le tecnologie per il fonoassorbimento e il fonoisolamento, i materiali smorzanti e antivibranti, la strumentazione ed i codici di calcolo per l’acustica, le bonifiche effettuate sul territorio ed i risultati raggiunti in termini di efficacia acustica e di costo”.

Riguardo poi alle novità del manuale aggiornato alle recenti normative, sono stati introdotti nuovi contenuti in relazione alla valutazione del rischio.
In particolare si ricorda che “sul versante specifico del rumore, è il D.Lgs. 81/2008 che, in particolare nel Titolo VIII e nei suoi Capi I e II, stabilisce le modalità esecutive ed i requisiti della valutazione del rischio e del Rapporto di Valutazione, richiamando più volte che l’obiettivo generale della valutazione del rischio è identificare le azioni che permettano la riduzione del rischio per una sua corretta gestione (controllo del rischio)”.
Andando più nel dettaglio “la Relazione Tecnica che sta alla base della valutazione del rischio rumore deve consentire di:
– “identificare le sorgenti/attività sulle quali attuare misure tecniche, organizzative o procedurali per il controllo del rischio, individuando le modalità ottimali di intervento;
– definire i livelli di esposizione personale al rumore (LEX) e le condizioni accentuanti il rischio (in particolare: presenza di rumori impulsivi, di lavoratori particolarmente sensibili, di sostanze ototossiche e di vibrazioni) al fine di identificare i lavoratori destinatari di protocolli specifici di prevenzione (controlli sanitari, esigenze di informazione/formazione, fornitura/obbligo d’uso dei DPI uditivi)”;
– valutare l’efficienza e l’efficacia dei DPI uditivi;
– “identificare i luoghi di lavoro su cui si applicano protocolli specifici di prevenzione”.
Una relazione di questo tipo “pone realmente il datore di lavoro in condizione di decidere le azioni da intraprendere per mettere il rischio sotto controllo”: secondo quanto indicato dal Decreto legislativo 81/2008 la valutazione del rischio da rumore ”è innanzitutto un processo tecnico di conoscenza della rumorosità presente nella realtà produttiva oggetto della valutazione e dell’esposizione personale al rumore degli addetti che vi operano”.
Un processo che non deve rimanere fine a se stesso, “non deve consistere in una mera ‘fotografia’ dell’esistente”, ma “deve essere finalizzato alla riduzione ed al controllo dei rischi attraverso l’adozione di specifiche misure tecniche, organizzative e procedurali che la legge non ha voluto (né avrebbe potuto) dettagliare (se non fissando principi di carattere generale quali la prevalenza delle misure alla fonte o delle misure di prevenzione collettiva rispetto a quelle di protezione sulla persona), anche per non ingerire nelle scelte tipiche del datore di lavoro”.

Infine qualche cenno alle strategie per la riduzione del rischio.
A questo proposito bisogna ricordare che la legislazione, in particolare l’art. 15 del D.Lgs. 81/2008, fissa una sequenza che “privilegia i provvedimenti volti all’eliminazione o alla riduzione del rischio alla fonte ed i provvedimenti di tipo collettivo su quelli individuali”.
Infatti i vantaggi maggiori in termini di decibel “si possono ottenere agendo sulle macchine, in fase progettuale o in opera, intervenendo sui meccanismi fisici di generazione del rumore oppure intercettando il rumore prima che si propaghi all’ambiente di lavoro”.
Inoltre attenuazioni dei livelli sonori si possono ottenere anche tramite il trattamento fonoassorbente ambientale.
Questi interventi consentono di ridurre i livelli sonori ambientali in tutto l’ambiente di lavoro e “agiscono prevalentemente sulle componenti a media-alta frequenza, che sono quelle più pericolose per l’udito e le più fastidiose dal punto di vista ergonomico.
E dunque – sempre seguendo la strategia indicata dalla normativa – “solo a valle di questi interventi tecnici sulle fonti e sulle vie di propagazione del rumore, sulla base del cosiddetto rischio residuo, è corretto mettere in campo i provvedimenti di protezione dell’udito”.

Il Manuale di buona pratica “Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro” è stato suddiviso in più documenti per velocizzarne lo scaricamento in rete:

Primo Livello – Linee Guida:
– Capitoli da 1 a 5 (Formato PDF, 1.2 MB)
– Capitoli da 6 a 9 (Formato PDF, 300 kB)

Secondo Livello – Schede di approfondimento
– Schede da 1 a 2 (Formato PDF, 0.6 MB)
– Schede da 3 a 4 (Formato PDF, 1 MB)
– Schede da 5 a 13 (Formato PDF, 1.2 MB)
– Schede da 14 a 16 (Formato PDF, 1.1 MB)
– Schede da 17 a 18 (Formato PDF, 1 MB)
– Schede da 19 a 20 (Formato PDF, 0.8 MB)
– Schede da 21 a 27 (Formato PDF, 0.7 MB)

Terzo Livello – Banche dati
Sezione A
– Sezione A (Formato PDF, 223 kB)
Sezione B
– Prima parte (Formato PDF, 2.2 MB)
– Seconda parte (Formato PDF, 5.4 MB)
Sezione C
– Prima parte (Formato PDF, 2.9 MB)
– Seconda parte (Formato PDF, 3.3 MB)

links da qui:
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=9412

Linee guida Ispesl per l’adeguamento dei trattori agricoli ai requisiti minimi di sicurezza

Fonte: www.studiofonzar.com

Aggiornamento al Testo Unico
L’Ispesl ha reso disponibile sul sito istituzionale l’aggiornamento al Testo Unico delle proprie linee guida per l’adeguamento dei trattori agricoli o forestali.
La documentazione è così articolata:

Linea guida: Parte generale
Allegato I: Telai di protezione
Allegato II: Dispositivi di attacco
Allegato III: Dichiarazione di conformità
Allegato IV: Dichiarazione di corretta installazione
Allegato V:Dichiarazione di non disponibilità della struttura di protezione
Appendice: Strutture di protezione per l’adeguamento di specifici modelli di trattori

L’appendice Strutture di protezione per l’adeguamento di specifici modelli di trattori è stata arricchita dalla
Scheda 11A Adeguamento dei trattori a cingoli Fiat 955 e simili (Fiat 95-55, etc.) e
Scheda 12A Adeguamento dei trattori a ruote a carreggiata standard Fiat 411R e simili (Fiat 211R, Fiat 312R, etc.).

fonte: Ispesl
http://www.ispesl.it/sitoDts/telai.asp

http://www.ispesl.it/sitoDts/Linee_guida/linee_guida_telai/parte_generale.pdf

EN 280: errori sull’elenco dei pericoli significativi

Stavo studiando la norma suddetta (EN280:2005) e mi sono accorto di alcune imprecisioni sulla tabella dell’elenco dei pericoli significativi e ai riferimenti dei punti pertinenti della norma.
In particolare:

1.5 Pericolo di trascinamento o di  intrappolamento

Si fa riferimento al punto 5.2.20 mentre deve essere 5.3.20.

1.6 Pericolo di urto

Si fa riferimento al punto 7.1.1.1 h) che però non esiste sulla norma. Probabilmente si fa riferimento al 7.1.1.2 h).

1.8 Pericolo di strisciamento o abrasione

Si fa riferimento al punto 7.1.1.6 e) ma anche questo non esiste ed è probabile che ci si riferisca al 7.1.1.7 e).

In effetti, sulla nuova prEN280:2009 gli errori sono stati corretti.

Quindi attenzione quando fate l’analisi dei rischi usando la norma attuale.

Innovazione e ricerca

E’ cosa indiscussa che questo sia un periodo in genere difficile per le imprese, visto la congiuntura poco favorevole ed il rallentamento dell’economia. Le difficoltà economiche che giornalmente si presentano od il clima di incertezza possono dare sconforto e preoccupazione.

Credo però che possa esserci anche un atteggiamento diverso, propositivo: quello di liberare la mente dai soliti schemi e cercare un’alternativa, esplorare idee mai percorse prima, valutare nuovi prodotti, tecnologie. Insomma, indagare per realizzare e studiare qualcosa di diverso dalla nostra tipica attività. In altre parole, innovare.

Non voglio cadere nella retorica dei paroloni, del politichese, né voglio pormi in cattedra; semplicemente vorrei dare uno stimolo positivo.

Nel nostro piccolo stiamo affrontando un progetto di ricerca, stiamo investendo in un ambito che non è il nostro pane quotidiano. Oggi parlando con un cliente abbiamo scoperto di non essere i soli, abbiamo visto anche altre idee spuntare e differenziarsi dal solito, dai soliti schemi, dalle solite attività, dal tipico know-how aziendale.

Questa consapevolezza, il vedere più aziende e teste pensanti attive nell’affrontare nuovi ambiti, mi ha rincuorato e mi ha dato fiducia ed energia.

Penso veramente che in momenti come questi, differenziarsi e studiare qualcosa di nuovo possa essere un investimento, e forse può diventare una marcia in più per un meccanismo di ripresa.

Come si fa?

-identificando un obiettivo

-accettando di investire, anche stringendo la cinghia, un certo budget… (guadagno 100? Bene, posso dedicare 2 alla ricerca, ad un progetto)

-cercando partnership: non ho il know-how interno? Mi guardo in giro, cerco, chiamo, mi informo.

Sicuramente c’è un rischio: non si sa se i 2 investiti ritorneranno o meno… ma in questi momenti un clima di collaborazione, condivisione e scambi di idee possa servire a smuovere qualcosa.

Se non altro, se ne esce arricchiti in esperienza…

Su!, INNOVATE!

Dalla AUSL di IMOLA il “Quaderno della sicurezza nei cantieri edili”

fonte: www.studiofonzar.com

Il “Quaderno della sicurezza nei cantieri edili” è un opuscolo realizzato in collaborazione dall’U.O. Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola e dal Gruppo Provinciale Edilizia della Provincia di Bologna, per fornire ai professionisti e alle aziende del settore edile informazioni dettagliate sull’applicazione delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei cantieri.

In particolare, i tecnici del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola hanno curato l’aggiornamento del Quaderno in base alle modifiche introdotte dal D.Lgs 106 al Testo Unico sulla sicurezza (D. Lgs. 81/2008), nel mese di agosto di quest’anno.

“Questo documento rappresenta un importante strumento di lavoro per tutti i lavoratori e imprenditori delle imprese edili e per tutte le figure professionali che si occupano della sicurezza nei cantieri – spiega il Dott. Claudio Gaddoni dell’UO Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro del Dipartimento di Sanità Pubblica – In particolare il “Quaderno della sicurezza nei cantieri edili” può essere utilizzato dagli organi di vigilanza, professionisti delle imprese e coordinatori della sicurezza, come punto di riferimento tecnico e normativo, al fine dell’applicazione concreta nei cantieri. In questa ottica si ha un ulteriore strumento finalizzato alla prevenzione degli infortuni e delle malattie da lavoro e quindi a difesa della salute dei lavoratori”.

La pubblicazione, estremamente curata e dettagliata, si articola nei seguenti capitoli:

• documentazione
• gestione ed organizzazione di cantiere
• tipologia delle lavorazioni
• protezioni collettive
• attrezzature
• impianti elettrici

http://www.acca.it/Biblus-net/getdownload.asp?file=Sicurezza/Quaderno_sicurezza_cantieri_Rev2.pdf

Magic Mouse di Apple

Articolo ripreso da tevac.com (l’ho scritto io!)

Oggi finalmente mi è arrivato l’Apple Magic Mouse!!

Apple Magic Mouse - scatola
La scatola è anonima, una scatola di cartone tradizionale (meglio così, l’ambiente prima di tutto).
All’interno però è tutto imballato con la solita cura: spugna di protezione e sacchettino all’interno del quale c’è il porta mouse trasparente con base bianca dotata di apposita feritoia per appoggiare il magico mouse. Sotto la base il manualetto e le certificazioni di prodotto.

Il mouse è davvero fatto bene: sembra un gioellino (mi ricorda una perla per il colore bianco vetro)
Lo sollevo e guardo sotto: tutto in alluminio anodizzato. Sotto il coperchio due batterie di nota marca (non hanno speculato sulle batterie!!).
Interruttore on/of molto bello: Nelle vicinanze un piccola luce verde come spia di acceso.

Lo accendo, lo collego con l’iMac e faccio l’aggiornamento alla 10.6.2. Si parte.

La prima impressione è strana: il mouse è più basso rispetto a quelli tradizionali; sembra più pesante ma è solo una impressione.
La sua slim è comunque strana soprattutto se poco prima hai lavorato con uno tradizionale.
Dopo averlo configurato ho provato le sue peculiarità.

Apple Magic Mouse - parte inferiore
Per prima cosa ho dovuto sparare al max la velocità di spostamento al max per essere più reattivo.
Ho impostato anche il doppio click … semplicemente fantastico, un unico tasto e fai tutto!

Lo scorrimento può essere dinamico (con inerzia, come per l’iphone) oppure statico (senza inerzia).

Si può settare lo zoom dello schermo e lo scorrimento laterale. Quest’ultimo è un pochino difficoltoso perché devi sfiorarlo leggermente con le due dita altrimenti il mouse ti segue (si si, si sposta con le dita, in questo caso il suo peso è fondamentale per la stabilità). Inoltre, se hai le dita sudate (io le ho spesso!) ti si appiccica e non riesci a fare lo scorrimento).

Il puntatore è sensibile (è un laser) e anche su superfici delicate (superfici lucide ad esempio che mettono in crisi i classici puntatori ottici) va alla grande.
Dalle impostazioni controlli anche il livello della batteria.
Infine quando lo scolleghi/colleghi ti appare l’immagine del mouse “disconnesso/connesso”

Il prezzo: sicuramente costa più degli altri mouse laser (siamo sui 69 euro IVA compresa) ma qui parliamo di un’opera d’arte altamente tecnologica.

Quindi, a parte l’impuntamento delle dita durante lo scroll laterale, direi che sono altamente soddisfatto e contento della spesa.

Bisogna provarlo un pò per dare un giudizio completo (con Word 2008 mi si impalla sullo scroll ma … è colpa di M$ perchè la cosa succede anche con il mouse normale)