Archivi del mese: ottobre 2010

Cose da Banche

Direi interessante!

Grazie Ugo e Bruzio!

http://www.studiofonzar.com/blog/?p=19259

Il rischio di intrappolamento nelle piattaforme di lavoro elevabili

Segnalato da Ugo che ringrazio

Questa notizia è stata tratta da: http://www.puntosicuro.it/

Prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento delle persone nella piattaforma di lavoro mobile elevabile. Pianificazione, valutazione dei rischi, procedure di emergenza, misure di prevenzione: i dieci modi per ridurre il rischio.

Il 6 ottobre 2010, durante la Convention “ Ambiente Lavoro” di Modena, si è tenuto il convegno “Regolamentazione dell’uso sicuro di attrezzature di sollevamento potenzialmente pericolose. Attrezzature di lavoro: sorveglianza, controllo, verifiche periodiche. Formazione e addestramento. Stato dell’arte. Requisiti e professionalità dei soggetti coinvolti”, un convegno organizzato da IPAF Italia (International Powered Access Federation), un’organizzazione che promuove l’uso efficace e sicuro dei mezzi mobili di accesso aereo.

Il convegno si è occupato di piani di evacuazione da una piattaforma di lavoro (PLE) in caso di emergenza, di rischi di infortuni e cedimenti strutturali nell’impiego delle PLE e PLAC (piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne), dello stato dell’arte della normativa sulla verifica periodica delle attrezzature di sollevamento e sulla regolamentazione e i requisiti professionali relativi a operatori e manutentori.

Riguardo alla prevenzione degli incidenti di lavoro, nel convegno si è parlato anche dell’intrappolamento nelle piattaforme di lavoro mobili elevabili.

L’intervento “Il rischio di intrappolamento in ambienti ristretti”, a cura di Mauro Potrich, ricorda infatti che queste piattaforme “sono il modo più sicuro ed efficiente per l’accesso temporaneo in altezza per molte attività lavorative”.
Tuttavia in alcune situazioni lavorative gli operatori “sono rimasti intrappolati/schiacciati tra la piattaforma della PLE e la struttura o un ostacolo sovrastante”.

Si ha intrappolamento quando l’operatore:
– “rimane intrappolato sopra il parapetto mentre sta azionando i comandi della piattaforma;
– viene spinto ulteriormente ed intrappolato sopra il quadro comandi della piattaforma”.
In questi casi “se il dispositivo di controllo del carico o il pulsante di emergenza sono attivati può essere complicato il recupero utilizzando i comandi a terra” (in Inghilterra, nel settore delle costruzioni, tra il 2003 e il 2009 ci sono stati 6 infortuni mortali di lavoratori intrappolati tra il quadro comandi in piattaforma e strutture adiacenti).

L’intrappolamento può dipendere dal “colpire un ostacolo durante inversione, rotazione o elevazione” o da “movimenti inattesi del braccio vicino a un ostacolo”.
E il rischio sussiste ad esempio:
– “durante il montaggio di strutture in acciaio;
– durante il montaggio di coperture;
– durante il montaggio di infrastrutture ed impianti tra travi e strutture;
– lavorando vicino ad strutture adiacenti chiuse sopra il parapetto”;
E comunque quando “la piattaforma viene azionata senza aver prima guardato e pensato”.

Il Forum strategico per la sicurezza nei cantieri edili ha affrontato questo problema producendo una “Linea guida per la prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento delle persone nella piattaforma” che riporta informazioni per aiutare a individuare i rischi e a pianificare e gestire le attività lavorative in modo da prevenire infortuni causati da intrappolamento.

Ad esempio in una buona pianificazione è necessario tenere in considerazione i seguenti fattori:
– “la necessità di eseguire il lavoro in quota, ovvero se l’operazione può essere eseguita a terra;
– le sequenze di attività per evitare la presenza di ostacoli che possono causare rischi di intrappolamento;
– l’adozione di metodi alternativi di lavoro per evitare o ridurre il rischio di intrappolamento durante l’utilizzo di una PLE”.

Dopo aver indicato altri fattori importanti per la pianificazione – fattori che vi invitiamo a visionare nel documento originale in Banca Dati – vengono riportati alcuni suggerimenti per la valutazione dei rischi.
È ad esempio importante fare attenzione ai seguenti elementi:
– “ostruzioni in quota lungo il percorso della PLE;
– sporgersi oltre i parapetti o il pannello di comando;
– perdita di controllo dei comandi della piattaforma;
– condizioni di illuminazione che possono rendere difficoltosa la visione delle ostruzioni in altezza lungo il percorso della PLE;
– pedoni o i veicoli lungo il percorso della PLE o attorno ad essa;
– terreni irregolari, gradini, fossi ecc.;
– oggetti a terra lungo il percorso della PLE”.
Nell’intervento sono riportati anche:
– i pericoli, le misure di prevenzione negli spostamenti da e verso l’area di lavoro;
– i fattori importanti per la scelta della PLE;
– le indicazioni relative al Piano operativo di sicurezza;
– i problemi collegati alle operazioni di soccorso;
– il piano di soccorso.

Riguardo alle procedure di emergenza l’intervento indica che “se un operatore è intrappolato e non è possibile comunicare con lui devono essere chiamati immediatamente i servizi di soccorso”. Se è rimasto schiacciato e non può respirare “si hanno a disposizione solo pochi minuti per salvarlo e rianimarlo”. Un soccorso rapido della persona intrappolata può fare veramente la “differenza tra la vita e la morte”.

Concludiamo con alcune indicazioni per l’operatore, i 10 modi per ridurre il rischio:

– “pianificare attentamente il percorso della PLE: a) mantenere una distanza di sicurezza dagli ostacoli; b) la traslazione in quota deve essere l’ultima opzione possibile”;

– scegliere attentamente la PLE: prestare particolare attenzione nella scelta di sbraccio della macchina (“è meglio non lavorare vicini ai limiti della macchina”) e dell’ingombro (“verificare che le dimensioni siano adeguate agli spazi in cui viene impiegata la macchina”);

– verificare la familiarizzazione specifica di operatori e personale a terra;

– “verificare che le condizioni del terreno siano buone: le condizioni del terreno devono essere adatte al peso della macchina, a livello e compatto senza ostacoli nella zona di lavoro;

– verificare che la visibilità in altezza sia adeguata: quando si lavora dentro un edificio e in periodi di poca luce (ad esempio durante i mesi invernali o in caso di maltempo), deve essere fornita una illuminazione adeguata, altrimenti è necessario interrompere i lavori;

– minimizzare le distrazioni: attenzione alle fonti di distrazione in piattaforma (es. cellulari e cavi liberi). Materiali ed attrezzi devono essere tenuti in appositi contenitori o specifici accessori predisposti per il fissaggio dei materiali. Le distrazioni a terra devono essere eliminate prima di operare e devono essere rispettate le aree di delimitazione”;

– non ostacolare i comandi della PLE: riguardo ai comandi in piattaforma si indica che “attrezzi e materiali non devono essere situati sul pannello di comando della PLE ma tenuti in contenitori o fissati con specifici accessori approvati”. Inoltre “per ridurre il rischio di movimenti accidentali, una volta in posizione, considerare la possibilità di togliere l’alimentazione fino a quando si deve cambiare posizione”. I comandi di discesa d’emergenza “non devono essere ostruiti da oggetti a terra (ad esempio in caso di uso della PLE vicina a un muro con i comandi di emergenza rivolti verso il muro)”;

– rallentare, non appoggiarsi sui comandi e guardare: è bene “effettuare lo spostamento a bassa velocità, in particolare durante la retromarcia”. Inoltre non bisogna appoggiarsi sui comandi, è necessario esaminare “se l’area presenta ostacoli sia prima che durante l’uso della PLE” e bisogna evitare di “sporgersi oltre il parapetto durante l’uso della PLE”;

– non escludere i comandi della PLE né utilizzare PLE guaste: è necessario “controllare che la PLE abbia un verbale di verifica periodica valido, eseguire sempre controlli giornalieri, segnalare tutti i guasti”, non escludere i comandi. Ricordarsi che prima di usare la PLE è necessario riparare gli eventuali guasti;

– esercitarsi nelle procedure di soccorso ed emergenza.

Tiziano Menduto

IPAF – Mauro Potrich (Responsabile Sicurezza e Qualità CTE SpA – Presidente TGW) – Il rischio di intrappolamento in ambienti ristretti.

Check list equipaggiamento elettrico

Da www.studiofonzar.com

Serafino (che ringrazio e saluto) mi segnala questa bella check-list riguardo la EN 60204-1 e dintorni.

Da ISPESL e Lombardia le indicazioni per la sicurezza di macchine e attrezzature

Fonte: www.studiofonzar.com

Questa notizia è stata tratta da: http://www.necsi.it/

Da Ispesl e Regione Lombardia, indicazioni operative/procedurali, aggiornate al D.Lgs. 106/09, relative alla sicurezza impiantistica di macchine e attrezzature impiegate nei luoghi di lavoro: impianti elettrici, apparecchi di sollevamento e a pressione.

Pubblichiamo il primo protocollo d’intesa firmato dall’Ispesl (Istituto Superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro) e dalla Regione Lombardia dal titolo “Indicazioni operative e procedurali sull’applicazione del d. lgs. 81/08 ed avente ad oggetto gli aspetti inerenti la sicurezza impiantistica delle macchine e delle attrezzature impiegate nei luoghi di lavoro”.

Il documento, redatto a maggio 2010, fornisce indicazioni operative e procedurali alla luce delle integrazioni e modifiche introdotte dal D. Lgs. 106/2009 e riguarda tre tipologie di attrezzature e impianti che sono oggetto di controllo e/o verifica da parte dei due enti:

Impianti elettrici
Apparecchi di sollevamento
Apparecchi a pressione (PED)

http://www.necsi.it/doc_aliseo/SicurezzaMacchine_Linee_Guida_Ispesl_Lombardia.pdf

19 novembre 2010

Segnalo questa iniziativa del mio amico Ugo (http://www.studiofonzar.com), la news da qui.

Egregi tutti
è tutto pronto (ok ok devo far ancora le slides…)
per il 19 novembre 2010
c’è il seminario!

Questo anno parliamo di una cosa specialistica e di nicchia (ma spero che sia interessante per tanti RSPP e colleghi che magari voglion farsi una “cultura”),
infatti è arrivata la nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE – D.Lgs. 17/2010 e mi pare ovvio parlarne in modo adeguato… ci sono altri argomenti, ma quelli li tengo per il prossimo anno…

Il taglio non è “che cosa prevede la nuova direttiva macchine rispetto a quella precedente”
oppure “cosa prevede la direttiva macchine”
ma si entra subito nel cuore della faccenda: come si fa la valutazione del rischio sulle macchine?
Mi riferisco a quella valutazoine del rischio “più sconosciuta”, quella che deve far il costruttore, in modo da costruire le macchine “intrinsecamente sicure” e “allo stato dell’arte”.
La cosa non è facile e l’affronteremo in più teste e presenteremo uno strumento che è un software curato da un esimio collega (che ha fatto il mestiere di valutatore dei rischi delle macchine).
Oltre alla parte teorica di base (modestamente condotta da me) ci sarà la dimostrazione pratica e degli esempi in modo da “far vedere come si fa” fatti dall’ing. Roberto Geromin di http://www.deltagamma.it/ (giusto per far capire che ci sono altri bravi in giro … mica solo studioFonzar ;) … così la prossima volta clonano altri e non usano il mio cognome :( ).

Qui trovate l’invito da scaricare, leggere, compilare e iscriversi.

Eventuali proventi ricavati dall’iniziativa saranno interamente devoluti alla Onlus del “Piccolo Principe” che conoscete già (la crisi Rumena e l’inflazione da ulteriori ragioni per spingere l’associazione): http://www.ilpiccoloprincipe-onlus.it/

Manuale sulla sicurezza delle macchine (Rockwell)

Un manuale interessante sui:

Sistemi di controllo legati alla sicurezza delle macchine

http://csa.cedes.com/german/Produkte/SafetyAutomation/SafetyZubehoer/pdf/SafetyBook/safetybookEN.pdf

e in italiano:

http://csa.cedes.com/german/Produkte/SafetyAutomation/SafetyZubehoer/pdf/SafetyBook/safetybookIT.pdf