Direttiva macchine

Direttiva macchine: macchine non conformi perché non dotate di struttura di protezione FOPS

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2014:041:0020:0021:IT:PDF

La Commissione Europea ha vietato l’immissione sul mercato di macchine della serie Avant 600 fabbricata da Avant Tecno Oy, Ylötie 1, FIN-33470 Ylöjärvi, Finlandia.
Le macchine risultano non conformi al RES 3.4.4 poiché sprovviste di struttura di protezione FOPS!

Una guida per i costruttori di macchine

Fonte: http://www.puntosicuro.it/

Una guida applicativa per i costruttori di macchine per focalizzare il loro ruolo nel garantire la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro. I requisiti di sicurezza e la valutazione dei rischi delle attrezzature di lavoro. I rischi da interferenze.

Milano, 17 Nov – Ci sono documenti, linee guida, schede tecniche relativi alla prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che non perdono validità, riguardo alle riflessioni e ai suggerimenti contenuti, anche dopo qualche anno dalla loro pubblicazione.
È il caso, ad esempio, del documento “Sicurezza delle macchine e Testo Unico: guida applicativa per i costruttori”, un documento prodotto da Federmacchine, Federazione nazionale delle Associazioni dei produttori di beni strumentali destinati allo svolgimento di processi manifatturieri dell’industria e dell’artigianato.

Il documento – risale a novembre del 2009 ed è precedente all’emanazione del Decreto Legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010 – ricorda che il Decreto legislativo 81/2008 disciplina anche gli aspetti di sicurezza e salute correlati all’utilizzo delle macchine, e più in generale delle attrezzature di lavoro.
Ad esempio stabilisce gli obblighi in materia di sicurezza delle attrezzature di lavoro per le aziende utilizzatrici, “definendo comportamenti e misure che, per una loro completa attuazione, richiedono anche ai costruttori di macchine un contributo importante”. Inoltre il Testo Unico “contiene anche norme direttamente rivolte ai costruttori di macchine, compresa la regolamentazione delle procedure finalizzate all’irrogazione delle sanzioni penali connesse alla violazione delle disposizioni di legge”.

Queste è una guida applicativa, nell’ottica dei costruttori di macchine, che ha l’obiettivo di “focalizzare gli aspetti più importanti in cui anche questi ultimi sono chiamati, direttamente o indirettamente, a svolgere un ruolo importante per garantire la sicurezza e la salute del lavoro”. L’analisi del Testo Unico operata dalla guida è divisa in quattro parti:
– Parte I: “sviluppa un’analisi e valutazione delle norme del Testo Unico direttamente rivolte ai costruttori di macchine;
– Parte II: è incentrata sull’analisi del Titolo III del Testo Unico (Sicurezza delle attrezzature di lavoro);
– Parte III: “analizza gli aspetti più tecnici che coinvolgono le attrezzature di lavoro ( rischio elettrico, ergonomia, movimentazione dei carichi, rumore, cadute dall’alto, ecc.), regolamentati in varie parti del dettato legislativo”;
– Parte IV: “tratta di un aspetto, quello della sicurezza nelle lavorazioni in appalto, che coinvolge direttamente la sicurezza in fase d’installazione, montaggio e manutenzione delle macchine”.

Vediamo di riportare, a titolo esemplificativo, alcune parti di questa guida applicativa.

Riguardo all’uso sicuro delle attrezzature di lavoro ci soffermiamo su alcune indicazioni relative ai requisiti di sicurezza (Art.70 del D. Dgs. 81/2008).

Infatti riguardo ai requisiti di sicurezza, “nell’ambito dell’art.70 del nuovo Testo Unico è stata effettuata un’importante riorganizzazione delle norme, con rilevanti differenze rispetto alla precedente impostazione, soprattutto sotto il profilo delle responsabilità per il datore di lavoro – utilizzatore”.
Ad esempio al comma 1 dell’articolo 70 “si sancisce l’obbligo per il datore di lavoro di dotare i lavoratori di attrezzature di lavoro conformi alle disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, ovviamente ad esse applicabili, sia come prodotto sia come periodo di costruzione, pena l’applicazione della sanzione dell’arresto da tre a sei mesi o dell’ammenda da 2.500 a 6.400 euro”.
E questa nuova previsione costituisce una novità che crea – come indicato da Federmacchine – un “parallelismo” tra le responsabilità del costruttore e le responsabilità dell’utilizzatore, comunque tenuto a mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature sicure, in relazione alla propria attività, come già stabilito al successivo articolo 71.
Insomma il concetto di dotare i lavoratori di attrezzature di lavoro conformi alle disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto “richiama peraltro immediatamente i casi in cui è lo stesso acquirente che si assume le responsabilità tipiche del fabbricante, per esempio nel caso di interventi eseguiti dall’acquirente sulle macchine, che possono costituire nuova immissione sul mercato o messa in servizio, oltre, ovviamente, al caso di macchine ‘autocostruite’, o di assemblaggio di più macchine al fine di comporre una linea”.

Rimandandovi ad una lettura diretta del documento in merito al tema appena trattato, veniamo alla valutazione dei rischi delle attrezzature inserite nell’ambiente di lavoro.

Il 2° comma dell’art.71 del D.Lgs. 81/2008 “individua le caratteristiche che devono essere tenute in considerazione ai fini della scelta delle attrezzature di lavoro, e quindi da considerare sempre, anche in fase di valutazione dei rischi:
– le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
– i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
– i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse;
– i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso”.
In particolare l’aspetto riguardante i rischi da interferenze “è una previsione che rappresenta una novità, anche se tale aspetto avrebbe già dovuto essere tenuto in considerazione in quanto evidentemente riconducibile ai principi generali di tutela e prevenzione”. In questo caso il legislatore ha espressamente richiamato la “necessità di analizzare tutti i rischi connessi all’inserimento di un’ attrezzatura di lavoro all’interno di un ciclo produttivo, e di un dato ambiente di lavoro, compresi evidentemente quelli di interferenze con altri macchinari in uso, o con caratteristiche dell’ambiente di lavoro, che possano interagire negativamente con le attrezzature, generando situazioni di pericolo o di rischio”.

Questo comma – continua il documento – è un “punto fondamentale relativamente agli obblighi del datore di lavoro in tema di utilizzo sicuro delle attrezzature di lavoro, in quanto prevede espressamente la necessità di una valutazione dei rischi specifica, prima dell’inserimento di un’attrezzatura di lavoro nell’ambiente operativo”. E tale valutazione “è sempre obbligatoria, anche quando la macchina da inserire in un ambiente di lavoro è marcata CE”.

La valutazione di cui al comma 2 dell’art.71 è “innanzitutto relativa alla sicurezza dell’inserimento della macchina all’interno dell’ambiente di lavoro, con conseguente obbligo – per l’utilizzatore / datore di lavoro – di effettuare unavalutazione preventiva dei tipici rischi connessi a tale fatto (spazi, illuminazione, viabilità, rispetto delle distanze e delle dimensioni dei corridoi/aree di accesso alle macchine, rumore, sostanze emesse in ambiente, aspetti collegati alla polverosità, eventuali collegamenti ai sistemi di aspirazione centrali, collegamenti adeguati alle linee di alimentazione o al sito di impiego,ecc.)”.
È evidente che per una corretta scelta delle idonee attrezzature di lavoro (quindi anche delle macchine) “è importante che il datore di lavoro verifichi – e comunichi espressamente al costruttore della macchina – se vi sono esigenze particolari in termini, ad esempio, di: materiali da lavorare, aspetti logistici, condizioni ambientali, condizioni di alimentazione, necessità di formazione del personale, situazioni di rischio particolare, che devono essere preventivamente discusse e concordate”.

Ricordiamo, per concludere, che “come attività propedeutica a tale valutazione il datore di lavoro dovrà anche:
– valutare la correttezza e completezza della documentazione relativa alla macchina da inserire nell’ambiente di lavoro (dichiarazioni o attestazioni di conformità, manuali d’uso e manutenzione, ecc.);
– valutare e prevedere soluzioni relativamente ai rischi residui evidenziati dal costruttore nelle istruzioni per l’uso”;
– verificare le eventuali problematiche di sicurezza connesse all’inserimento della macchina all’interno di un “insieme”, ovvero le problematiche di inserimento in ambiente di lavoro di una linea o impianto completo;
– “verificare che non sussistano rischi palesi presenti sulla macchina”;
– “se trattasi di macchina ‘usata’ non marcata CE, verificare se, al di là del rispetto dei contenuti minimi indicati in allegato V (la cui vigenza deve essere attestata dal cedente tramite l’obbligatoria attestazione di conformità di cui all’art. 72 comma 1”), “la macchina è anche conforme alle altre parti del D.Lgs. 81/2008, che coprono i possibili rischi che un’attrezzatura di lavoro può presentare (ad esempio il rischio elettrico, il rischio da elettricità statica, l’ergonomia, il rumore, le radiazioni, ecc.), nonché se è aggiornata tecnicamente in relazione alla evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione secondo quanto previsto all’art. 71 comma 4 lett. a) punto 3, che rimanda all’art. 18 1° comma lett z)”.

L’indice del documento:

Parte I: Le disposizioni legislative per i costruttori di macchine e attrezzature di lavoro

Premessa
1.1 Obblighi e prescrizioni in capo ai costruttori
1.2 Accertamento di non conformità, intervento degli organismi di vigilanza e controllo, sistema sanzionatorio
1.2.1 Reato di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime – Decreto 231 – Modelli organizzativi
1.3 Interventi di modifica sulle macchine in uso
1.4 Vendita, noleggio e concessione in uso di macchine ed attrezzature di lavoro
1.4.1 Soggetti interessati all’Attestazione di Conformità di cui all’art. 11 co. 1 del DPR 459/1996 e all’art. 72 co. 1 del d. Lgs n. 81/2008
1.4.2 Tempi di emissione e modello di riferimento
1.5 Altri obblighi di dichiarazione applicabili a tutte le attrezzature di lavoro (e non soltanto a quelle non marcate CE).
Allegati 1, 2, 3 e 4: Modelli Federmacchine per attestazioni di conformità macchine usate e dichiarazioni in sede di utilizzo di macchine di terzi

Parte II : Le disposizioni legislative sull’uso di attrezzature di lavoro

2.1 Uso sicuro delle attrezzature di lavoro: aspetti generali
2.2 Uso sicuro delle attrezzature di lavoro: il Titolo III del Testo Unico
2.2.1 Definizioni (art. 69)
2.2.2 Requisiti di sicurezza (Art.70)
2.2.3. Obblighi del datore di lavoro (art.71)
2.2.3.1 La valutazione dei rischi delle attrezzature inserite nell’ambiente di lavoro:cosa l’utilizzatore deve valutare
2.2.4 Ergonomia e macchinario
2.2.5 Controlli sulle macchine e registro dei controlli
2.3 Il manuale d’uso e Manutenzione come strumento di supporto al datore di lavoro
2.3.1 Altri contenuti del Manuale rilevanti per il datore di lavoro
2.4 Aspetti da considerare all’atto dell’acquisto e della gestione di una macchina

Parte III: I requisiti di sicurezza degli impianti e delle attrezzature di lavoro

3.1. Lavori elettrici e lavori in quota
3.2 Segnaletica, movimentazione carichi, videoterminali, agenti fisici e chimici
3.3 Allegato V del DLgs 81/2008: requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro
3.4 Allegato VII D. Lgs 81/2008: verifiche di attrezzature di lavoro

Parte IV: Lavorazioni in appalto connesse all’installazione e manutenzione di macchinari – Gli obblighi del fornitore di attrezzature di lavoro (art. 26 del Testo Unico)

4.1 L’art. 26 del Testo Unico e il ruolo dell’installatore di impianti: Inquadramento giuridico e contrattuale
4.2 I contenuti normativi dell’art. 26 del Testo Unico. Obblighi dei fornitori di macchine
4.3 Valutazione dell’idoneità tecnico professionale
4.4 Coinvolgimento dei subappaltatori
4.5 Costi relativi alla sicurezza
4.6 Come gestire la sicurezza nelle lavorazioni di installazione, montaggio e manutenzione di
macchine. I compiti e il ruolo del fornitore di macchine
4.7 Tesserino di riconoscimento e altri adempimenti per i lavoratori

NB: Il documento presentato è precedente all’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010. Tuttavia offre ancora utili suggerimenti e spunti di riflessioni relativi alla prevenzione del rischio macchina in relazione all’applicazione del D.Lgs. 81/2008.


Federmacchine, “ Sicurezza delle macchine e Testo Unico: guida applicativa per i costruttori”, (formato PDF, 1.92 MB).

Norme armonizzate 2006/42/CE in formato tabella

Da qui potete scaricare l’elenco delle norme armonizzate ai sensi della direttiva macchine 200&/42/Ce e smi.

Un grazie a Boris per l’ottimo lavoro.

Nuovo Regolamento macchinari e ascensori Direttiva 2006/42

Segnalato da www.studiofonzar.com

Il Consiglio dei Ministri n. 103 del 30/07/2010 ha approvato un regolamento, sul quale sono stati acquisiti i pareri prescritti, per l’attuazione della direttiva europea 2006/42 sui requisiti di fabbricazione, immissione sul mercato e messa in servizio di macchinari di vario genere; in tale operazione di riordino si modifica anche la disciplina vigente in materia di ascensori.

Ciò su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, e del Ministro dello sviluppo economico.

SICUREZZA DELLE MACCHINE E TESTO UNICO: GUIDA APPLICATIVA PER I COSTRUTTORI

Interessante guida sulla direttiva macchine e il testo Unico.

E’ datata novembre e pertanto non aggiornata con il d.lgs. 17/2010.

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DEI PRODUTTORI DI BENI STRUMENTALI DESTINATI ALLO SVOLGIMENTO DI PROCESSI MANIFATTURIERI DELL’INDUSTRIA E DELL’ARTIGIANATO
SICUREZZA DELLE MACCHINE E TESTO UNICO: GUIDA APPLICATIVA PER I COSTRUTTORI
Novembre 2009

I quesiti sul decreto 81: macchina non conforme ai RES

Fonte: www.puntosicuro.it

Sui provvedimenti da adottare nel caso sia accertata una mancata conformità di una macchina ai requisiti essenziali di sicurezza. A cura di G. Porreca.

Quesito

Con riferimento all’art. 70 comma 4 del D. Lgs. n. 81/2008 relativo ai requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro, in caso di contestazione della mancata conformità di una macchina ai R.E.S., l’organo di vigilanza è tenuto a comunicare preventivamente alla ASL ed alla Procura di competenza del venditore la non conformità anche se l’ISPESL non si è ancora pronunciato?

Risposta

Le procedure che l’organo di vigilanza è tenuto ad applicare nel caso in cui constati la presenza di una attrezzatura di lavoro che, benché sia stata immessa sul mercato o messa in servizio conformemente alla legislazione nazionale di recepimento delle direttive comunitarie ad esse applicabili e benché utilizzata conformemente alle indicazioni del fabbricante, presenti delle situazioni di rischio riconducibili al mancato rispetto di uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle stesse disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto sono fissate nell’art. 70 comma 4 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, così come modificato con il correttivo D. Lgs. 3/8/2009 n. 106. Secondo tale articolo, infatti:

4. Qualora gli organi di vigilanza, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive in materia di salute e sicurezza sul lavoro, constatino che un’attrezzatura di lavoro, messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio conformemente alla legislazione nazionale di recepimento delle direttive comunitarie ad essa applicabili ed utilizzata conformemente alle indicazioni del fabbricante, presenti una situazione di rischio riconducibile al mancato rispetto di uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, ne informano immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate:

a) dall’organo di vigilanza che ha accertato in sede di utilizzo la situazione di rischio, nei confronti del datore di lavoro utilizzatore dell’esemplare di attrezzatura, mediante apposita prescrizione a rimuovere tale situazione nel caso in cui sia stata accertata una contravvenzione, oppure mediante idonea disposizione in ordine alle modalità di uso in sicurezza dell’attrezzatura di lavoro ove non sia stata accertata una contravvenzione;

b) dall’organo di vigilanza territorialmente competente rispettivamente, nei confronti del fabbricante ovvero dei soggetti della catena della distribuzione, qualora, alla conclusione dell’accertamento tecnico effettuato dall’autorità nazionale per la sorveglianza del mercato, risulti la non conformità dell’attrezzatura ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1 dell’articolo 70”.

Dalla lettura dell’articolo sopraindicato emerge quindi chiaramente che in tali circostanze l’organo di vigilanza è tenuto ad attivare una doppia procedura di controllo, una finalizzata alla verifica della applicazione delle norme in materia di salute e di sicurezza ed alla tutela dei lavoratori e l’altra finalizzata a consentire l’attivazione, da parte dell’autorità nazionale competente, della sorveglianza di mercato prevista attualmente, per quanto riguarda in particolare le macchine, dall’art. 6 .del D. Lgs. 27/1/2010 n. 17 il quale ha recepito recentemente in Italia la nuova direttiva macchine e che ha sostituito, abrogandolo, il D.P.R. 24/7/1996 n. 459.

Secondo la prima procedura, pertanto, l’organo di vigilanza dovrà procedere subito nei confronti del datore di lavoro utente allo scopo di eliminare le situazioni di pericolo legate alle carenze dei requisiti di sicurezza adottando i provvedimenti di prescrizione previsti dal D. Lgs. n. 758/1994 se si è in presenza di contravvenzioni oppure il provvedimento di disposizione nel caso in cui nella circostanza non venga riscontrata una contravvenzione e quindi un violazione di natura penale in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

D’altra parte lo stesso organo di vigilanza dovrà informare immediatamente di quanto accertato l’organo nazionale competente, individuato nel Ministero dello sviluppo economico, onde consentirgli di attivare le procedure di sorveglianza di mercato previste dal D. Lgs. n. 17/2010. Il Ministero dello sviluppo economico, infatti, avuta notizia che una macchina, benché provvista della marcatura “CE” ed accompagnata dalla dichiarazione di conformità nonché utilizzata conformemente alla sua destinazione rischia di compromettere la salute e la sicurezza delle persone, previa verifica dell’esistenza dei rischi segnalati, ordina con provvedimento motivato e notificato all’interessato il ritiro della macchina dal mercato, ne vieta l’immissione sullo stesso ovvero la messa in servizio o ne limita la libera circolazione. Il Ministero dello sviluppo economico è tenuto, altresì, ad informare la Commissione europea la quale al termine delle consultazioni avviate, provvederà a confermare, modificare o revocare i provvedimenti restrittivi sopraindicati.

L’organo di vigilanza in sostanza, al momento dell’accertamento, non ha nessun potere di intervento nei confronti del fabbricante ovvero dei soggetti della catena della distribuzione e dovrà invece intervenire nei confronti degli stessi, per avviare l’azione penale prevista dall’art. 70 comma 4 lettera b), solo dopo che l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato abbia concluso i suoi accertamenti tecnici ed abbia “convalidata” la non conformità della macchina. Per quanto sopra detto, infine, non ha quindi alcun effetto né risulta obbligatoria la comunicazione prospettata nel quesito effettuata alla ASL competente della zona del venditore della macchina.

In una informazione tecnica sulla nuova direttiva macchine …

Fonte: www.studiofonzar.com

… trovo scritto (grazie Federico)

Premessa.
La nuova Direttiva Macchine (2006/42/CE) entrerà in vigore nei paesi aderenti all’Unione Europea e all’EFTA il 29 dicembre 2009. Tutti i certificati sin qui rilasciati dagli Organismi Notificati ai sensi dell’attuale direttiva macchine, così come le dichiarazioni CE di conformità rilasciate dai fabbricanti perdono ogni validità e vanno riemesse in conformità alla nuova direttiva.

stiamo parlando di macchine di Allegato IV, e il “profano” legge che in pratica perde il CE e deve rifarlo… non è così, state tranquilli. La frase (fatta male) è rivolta ai fabbricanti che hanno delle novità per l’iter CE con gli Organismi Notificati, in particolare all’allegato IX che riporto:

9. Validità dell’attestato di esame CE del tipo
9.1. L’organismo notificato ha la responsabilità permanente di assicurare che l’attestato di esame CE
del tipo rimanga valido. Esso informa il fabbricante di ogni eventuale cambiamento di rilievo che
avesse un’implicazione sulla validità dell’attestato. L’organismo notificato revoca gli attestati non più
validi.
9.2. Il fabbricante della macchina in questione ha la responsabilità permanente di assicurare che
detta macchina sia conforme al corrispondente stato dell’arte.
9.3. Il fabbricante chiede all’organismo notificato di riesaminare la validità dell’attestato di esame
CE del tipo ogni cinque anni.
Se considera che l’attestato rimane valido tenuto conto dello stato dell’arte, l’organismo notificato ne
proroga la validità per altri cinque anni.
Il fabbricante e l’organismo notificato conservano una copia di tale attestato, del fascicolo tecnico e
di tutti i documenti pertinenti per un periodo di 15 anni a decorrere dalla data di rilascio dell’attestato in
questione.
9.4. Qualora la validità dell’attestato di esame CE del tipo non sia prorogata, il fabbricante cessa di
immettere sul mercato la macchina in questione.

Nuova Direttiva macchine: pubblicato il recepimento D.Lgs 17/2010

Fonte:  http://www.puntosicuro.it

Il D.Lgs n. 17 del 27 gennaio 2010 “Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori” è stato pubblicato sulla G.U. n. 41 del 19 febbraio 2010 – Supplemento ordinario n. 36. La sua entrata in vigore è prevista per il giorno 6 marzo 2010.
Il recepimento interviene con norme che consentono, come già espressamente riportato nei considerando della direttiva 2006/42/CE, di integrare con maggiore efficacia rispetto al passato la sicurezza nella progettazione e costruzione di macchinari di vario genere, di effettuarne un’installazione e manutenzione corretta nonché di garantire un’adeguata sorveglianza del mercato ai fini della sicurezza.
Come è prassi i considerando non sono stati riportati nel testo nazionale, tuttavia essi costituiscono un valido supporto per comprendere lo spirito della nuova legge; infatti rappresentano un punto di riferimento per la Corte di giustizia europea per accertare le intenzioni dei legislatori.
Il D.Lgs 17/2010 abroga il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 ad eccezione delle disposizioni transitorie riportate all’articolo 11, commi 1 e 3, del regolamento attuativo in merito alle macchine costruite prima della direttiva 89/392/CEE e che comunque continuano ad essere vendute, noleggiate o concesse in uso o in locazione finanziaria. Questo al fine di salvaguardare un mercato ancora esistente.

Il D.Lgs 17/2010 è strutturato in 19 articoli e 11 allegati.
Il campo d’applicazione è definito all’art. 1 punto 1 attraverso un elenco che comprende: le macchine, le attrezzature intercambiabili, i componenti di sicurezza, gli accessori di sollevamento, le catene, le funi e le cinghie, i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e le quasi-macchine, mentre al punto 2 si trovano i prodotti esclusi.
Le quasi-macchine sono definite come insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un’applicazione ben determinata; sono unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina disciplinata dal decreto. Inoltre sono soggette alla sorveglianza del mercato e prima della loro immissione sul mercato devono essere sottoposte a procedure di valutazione della conformità da parte del fabbricante o del suo mandatario.
L’art. 2 riporta la definizione dei prodotti considerati macchine di cui all’art. 1 punto 1 e di alcuni elementi chiave quali: immissione sul mercato, messa in servizio, fabbricante, mandatario e norma armonizzata.

Le principali novità introdotte dal D.Lgs 17/2010 rispetto al D.P.R. 459/96 possono essere riassunte come segue.
– Una distinzione più netta fra i prodotti ai quali si applica il D.Lgs 17/2010 e quelli destinati ad essere coperti dalla direttiva 2006/95/CE in materia di bassa tensione: il fatto che un prodotto rientri in uno o nell’altro campo di applicazione non si basa più su “l’origine principale dei rischi” individuata in occasione della valutazione del rischio; infatti sono ora elencate alcune categorie di macchine elettriche soggette esclusivamente alla Direttiva bassa tensione. Per tutte le altre macchine i requisiti di sicurezza della Direttiva bassa tensione saranno applicabili per quanto riguarda i rischi elettrici, mentre tutti gli altri requisiti essenziali e gli adempimenti, come ad esempio la valutazione di conformità e l’immissione sul mercato, saranno regolamentati esclusivamente dal D.Lgs 17/2010.
– Contiene misure specifiche riguardanti categorie di macchine potenzialmente pericolose.
– La parte relativa agli ascensori è stata rinviata a fonte secondaria per la definizione delle necessarie modifiche al D.P.R. 30 aprile 1999, n. 162.

SANZIONI
L’articolo 23 della nuova Direttiva macchine chiedeva agli Stati membri di determinare le sanzioni da irrogare nel caso di violazione delle norme nazionali di attuazione della direttiva e di prendere tutti i provvedimenti necessari per la loro applicazione. Le sanzioni avrebbero dovuto essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

Così fatte salve le ipotesi, nei casi più gravi, di configurabilità di reato quali la frode in commercio, la truffa, e via dicendo, l’articolo 15 del D.Lgs 17/2010 prevede quanto segue:
– la condotta più grave è stata ravvisata nell’assenza dei requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute di cui all’allegato I del decreto (sanzione amministrativa da euro 4.000,00 ad euro 24.000,00);
– l’omessa esibizione della documentazione tecnica che il fabbricante o il suo mandatario è tenuto ad avere ed esibire (sanzione amministrativa da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00);
– è stata sanzionata autonomamente la meno grave immissione sul mercato di un bene sì conforme ai requisiti tecnici ma privo della dichiarazione di conformità (sanzione amministrativa da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00);
– la tutela della marcatura CE sanzionando maliziose apposizioni di marcature, segni od iscrizioni che possano creare confusione ovvero che ne possano limitare la visibilità e la leggibilità (sanzione amministrativa da euro 1.000,00 ad euro 6.000,00);
– infine sanziona la pubblicità per macchine che non rispettano le prescrizioni del decreto legislativo (sanzione amministrativa da euro 2.500,00 ad euro 15.000,00).

ALLEGATI
La struttura degli 11 allegati del D.Lgs 17/2010 ripete quella della direttiva 2006/42/CE e precisamente si articola come segue.
◦ Allegato I – Requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle macchine
◦ Allegato II – Dichiarazioni
◦ Allegato III – Marcatura “CE”
◦ Allegato IV – Categorie di macchine per le quali va applicata una delle procedure di cui all’articolo 9, commi 3 e 4
◦ Allegato V – Elenco indicativo dei componenti di sicurezza di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c)
◦ Allegato VI – Istruzioni per l’assemblaggio delle quasi-macchine
◦ Allegato VII – A. Fascicolo tecnico per le macchine, B. Documentazione tecnica pertinente per le quasi-macchine
◦ Allegato VIII – Valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione delle macchine
◦ Allegato IX – Esame CE del tipo
◦ Allegato X – Garanzia qualità totale
◦ Allegato XI – Criteri minimi che devono essere osservati dagli Stati membri per la notifica degli organismi

Con il D.Lgs 17/2010 la nuova Direttiva macchine entra finalmente a far parte della legislazione nazionale. Tuttavia i motori non possono fermarsi; infatti ora l’Italia così come gli altri Stati membri ha tempo fino al 15 giugno 2011 per adottare e pubblicare le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva 2009/127/CE relativa alle macchine per l’applicazione di pesticidi che ha modificato la direttiva 2006/42/CE. L’applicazione di queste ultime disposizioni è prevista entro il 15 dicembre 2011.

Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 17 – Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori.

Approvato il decreto di recepimento della direttiva macchine

Il 22 gennaio 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di recepimento della nuova direttiva macchine 2006/42/CE.

A giorni quindi sarà pubblicato in gazzetta ufficiale.

Guida alla direttiva macchine 2006/42/CE

Segnalo la possibilità di scaricare la guida alla direttiva macchine 2006/42/CE in versione inglese.

Il link da qui:

http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/mechanical/machinery/