manutenzione

Cura, manutenzione, ispezione e scarto delle funi di acciaio: la UNI ISO 4309:2011

Ugo (www.studiofonzar.com) mi segnala questa news.

Questa notizia è stata tratta da: http://www.sicurweb.it/

Il pericolo di incidenti durante le operazioni di sollevamento è talvolta sottovalutato dagli utilizzatori ma, fortunatamente, grazie agli alti coefficienti di sicurezza adottati (il coefficiente di sicurezza è il rapporto fra il carico di rottura minimo ed il carico di lavoro di sicurezza, o portata di sicurezza, di un componente di sollevamento) il numero di tali incidenti rimane limitato (ammesso che sia lecito parlare di numero limitato; meglio sarebbe parlare di assenza di incidenti).

Per quanto riguarda le funi di acciaio, il coefficiente minimo ammesso dalla legge è 5:1, aumentato del 10% a 5,5:1, nel caso di funi avvolte su tamburi a più strati. Questi valori, stabiliti dalla prima direttiva Macchine recepita in Italia nel 1996, sono oggettivamente del tutto adeguati e, abbinati a modalità operative corrette, garantiscono l’assoluta sicurezza delle operazioni di sollevamento.

La norma UNI ISO 4309:2011 – che sostituisce l’edizione 2008 – è la guida completa per la gestione corretta delle funi d’acciaio per sollevamento da parte degli utilizzatori.
Dal titolo “Apparecchi di sollevamento – Funi – Cura, manutenzione, ispezioni e scarto”, la norma definisce le linee guida per la cura, l’installazione, la manutenzione e i controlli delle funi di acciaio in servizio sugli apparecchi di sollevamento ed elenca i criteri per lo scarto che devono essere applicati per implementare un utilizzo sicuro degli apparecchi di sollevamento.

Tra i contenuti della UNI ISO 4309:2011, sono da segnalare:
Il punto 3, un glossario dei termini e delle definizioni corretti da applicare alle funi d’acciaio.
Il punto 4, che stabilisce le regole per la corretta sostituzione della fune – sia dal punto di vista teorico (criteri di scelta della fune in sostituzione) che pratico (stoccaggio, maneggio e montaggio) – e la corretta manutenzione della fune e dei componenti che interagiscono con essa. Una fune correttamente mantenuta ed ingrassata dura molto più a lungo di una fune trascurata e consente di operare in condizioni di sicurezza.
Il punto 5, che stabilisce le corrette regole formali e pratiche per le ispezioni periodiche, di fondamentale importanza perché forniscono informazioni imprescindibili di sicurezza sulle condizioni della fune; una fune trascurata causa una situazione di pericolo. L’esecuzione puntuale delle verifiche periodiche da parte dia personale qualificato consente non solo di rispettare le leggi e di operare in sicurezza, ma anche di prevedere con ragionevole approssimazione quando la fune dovrà presumibilmente essere sostituita, con i relativi vantaggi economici.
Il punto 6, strettamente legato al 5, che stabilisce in dettaglio e con chiarezza i criteri di scarto in dipendenza dei valori dei parametri adottati per stabilire lo stato di conservazione di una fune: danneggiamento dei fili, decremento del diametro, rottura dei trefoli (i singoli fili avvolti a spirale costituiscono i trefoli, che a loro volta avvolti a spirale costituiscono la fune), corrosione, deformazioni e danneggiamenti.

Il rispetto della norma UNI ISO 4309:2011 di per sé non è sufficiente a garantire operazioni di sollevamento in sicurezza, ma abbinato alla adeguata formazione del personale ed al rispetto delle norme di sicurezza costituisce la base imprescindibile per il raggiungimento di quello scopo.

fonte: UNI

La manutenzione è un sistema

Da www.studiofonzar.com

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La commissione “Manutenzione” dell’UNI ha elaborato due nuove norme significative per il settore: si tratta della UNI 11414 “Manutenzione – Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione” disponibile da maggio, e della UNI 11420 “Manutenzione – Qualifica del personale di manutenzione” pubblicata a giugno.
Nel tempo il concetto di manutenzione inteso come singolo intervento sulla macchina o sull’attrezzatura è stato superato. La manutenzione viene ora considerata infatti come un “sistema” da gestire in quanto coinvolge tutti i processi lavorativi e organizzativi e diventa dunque un’attività fondamentale per garantirne l’affidabilità.
Nella fattispecie la UNI 11414 fornisce le linee guida per qualificare un sistema di manutenzione. E un processo di qualificazione del sistema di manutenzione permette di valutare la professionalità con cui opera il personale di manutenzione. Tale professionalità è data da una pluralità di valori coesistenti che vanno dalla capacità di gestione e di organizzazione, alle conoscenze tecnologiche e tecniche dei beni da manutenere. Diventa quindi complesso, viste le diverse realtà in cui il personale addetto alla manutenzione si trova a intervenire – ma comunque importante, al fine della sua valutazione – ricondurre il processo di qualificazione a uno schema definito per poter comporre un quadro generale rappresentativo del sistema manutentivo da valutare.
La UNI 11414 fornisce delle linee guida unificate e una metodologia completa e strutturata adattabile a qualsiasi settore, per qualificare il sistema di manutenzione lì operante. La norma differenzia inoltre le modalità di esecuzione del processo di qualifica a seconda che il modello manutentivo sia interno o esterno all’organizzazione stessa.
Un buon sistema di manutenzione deve essere innanzitutto ritagliato alle esigenze del contesto in cui si trova. Per questo la UNI 11414 definisce i requisiti che esso deve soddisfare. Oltre al rispetto della legislazione vigente, un buon sistema di manutenzione deve prevedere un budget per la manutenzione e un piano per ciascun oggetto da manutenere e per l’intero patrimonio, nonché un sistema informativo e un’adeguata formazione per tutto il personale addetto alla manutenzione.
Al punto 5 la norma definisce nel dettaglio le modalità di questa qualifica, mentre il punto 6 fornisce gli strumenti per valutarne i risultati.
La pubblicazione della norma UNI 11420 “Manutenzione – Qualifica del personale di manutenzione” risponde invece all’esigenza di rendere coerente col sistema organizzativo aziendale italiano e con la normativa europea sulle qualifiche professionali e sul quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF) il CEN/TR 15628 “Maintenance – Qualification of maintenance personnel”, documento da cui comunque trae origine e si ispira.
La qualificazione del personale può decisamente contribuire a garantire una maggiore efficienza del sistema di manutenzione. In questa ottica il sistema di manutenzione dovrebbe avere un posizionamento strategico all’interno di un’organizzazione.
Il fine di questo documento è definire nell’ambito della manutenzione quali sono le conoscenze, le abilità, le competenze e i requisiti formativi necessari per acquisire un livello specifico di qualifica professionale che consenta di ricoprire un determinato ruolo all’interno dell’organizzazione.
A tale scopo vengono considerati principalmente tre figure professionali della manutenzione: lo specialista di manutenzione (preposto e/o operativo), il supervisore dei lavori di manutenzione o ingegnere di manutenzione, e il responsabile del servizio o della funzione manutenzione.
Per ogni livello di qualifica la norma propone i programmi, la formazione generale di base e gli strumenti per il miglioramento continuo delle professionalità dei manutentori in relazione ai ruoli e alle specializzazioni.
La UNI 11420 è indirizzata alle imprese di manutenzione che operano per conto terzi, ma può essere applicata anche nell’ambito di grandi organizzazioni o strutture complesse laddove prevedano internamente una specifica funzione per la manutenzione.
Sulla rivista U&C n.5 (Giugno 2011) è stato pubblicato un dossier dedicato al tema della manutenzione (“Manutenzione oggi: l’attività svolta e il rilancio per il futuro”).
Nei prossimi mesi, sempre sulla rivista, verrà pubblicato un articolo di approfondimento sulla norma UNI 11420.
e-mail: normazione@uni.com
Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
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Check list: la manutenzione di container e cassoni

Fonte: www.puntosicuro.it

PuntoSicuro ha già affrontato nei giorni scorsi i rischi e la prevenzione nelle attività di carico e scarico di cassoni, container per rifiuti e press container ( container muniti di pressa incorporata).

Continuiamo a parlarne attraverso una lista di controllo dal titolo “ Manutenzione di container e cassoni”, un documento prodotto da Suva, istituto svizzero per l’assicurazione e la prevenzione degli infortuni, con la collaborazione dell’Associazione svizzera dei dirigenti e gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti ( ASIR) e dell’Associazione svizzera dei trasportatori stradali ( ASTAG).

Il documento ricorda innanzitutto che i “contenitori scarrabili o ribaltabili (container, cassoni, contenitori chiudibili) subiscono spesso forti danneggiamenti perché vengono sollevati con gru o escavatori oppure per la natura stessa del carico”.

E i contenitori danneggiati sono spesso causa di infortuni gravi.

Devono essere riparati o rottamati immediatamente e in nessun caso “essere riutilizzati per altri trasporti, nemmeno internamente all’azienda”.

È importante una corretta manutenzione dei contenitori, ricordando che i pericoli principali sono:

–  “essere colpiti da sportelli che si aprono;

–   caduta di persone dal container;

–  schiacciamenti o urti di parti del corpo, ferite da taglio”.

La prima parte della lista si controllo è dedicata all’organizzazione della manutenzione.

Il documento sottolinea che:

– è bene sottoporre i container a manutenzione almeno una volta l’anno;

– “un piano di manutenzione comprendente tutti i container consente di procedere in modo ordinato”;

– “i singoli interventi di manutenzione devono essere documentati”;

– la manutenzione deve essere “eseguita a regola d’arte da persone esperte”;

– devono essere disponibili “liste di controllo per la revisione e il collaudo di tutti i tipi di container”;

– sul container deve essere indicato “quando è avvenuta l’ultima manutenzione e quando deve avvenire la prossima”, ad esempio attraverso un’etichetta di manutenzione;

– è importante che gli autisti segnalino gli eventuali guasti dei container. In questo modo si può provvedere per tempo alla riparazione.

Alcune informazioni sull’integrità dei contenitori scarrabili o ribaltabili.

Le targhette nei container – contenenti le indicazioni su produttore, tipo, anno di fabbricazione, carico di sollevamento massimo, capacità, tara, peso lordo massimo, …  – devono essere integre e leggibili.

Le pareti laterali dei contenitori sul lato destro e sinistro devono essere ancora diritte.

Se sono deformate verso l’esterno “si rischia di superare la sagoma massima autorizzata per la circolazione su strada” e di “provocare il cedimento delle serrature degli sportelli”.

Alcuni elementi da controllare nei container:

–  “lamiere di rinforzo e profilati;

–  lamiere di fondo e laterali;

–  profilati su tutti i lati;

–   saldatura;

– il funzionamento di sportelli e i coperchi (controllare cerniere, alloggiamenti e attuatori delle serrature, ganci di chiusura, forza di azionamento, sicure, segnalatori della pressione di apertura, nippoli, dispositivi che impediscono la chiusura accidentale degli sportelli).

Inoltre è bene controllare che la leva di apertura si trovi “al di fuori del raggio di apertura dello sportello”. “Deve trovarsi a circa 1,5 m dall’apertura di scarico. In questo modo si riduce il rischio di cadere nel bunker o lungo una scarpata durante le operazioni di scarico”.

Senza dimenticare che le “porte che possono essere sotto pressione devono essere provviste di appositi segnali di avvertimento”.

Anche i punti di trazione (ganci e asole) per il fissaggio dei teloni o delle reti devono essere in perfette condizioni e i dispositivi di salita essere “integri e portanti”. Ad esempio i gradini “devono essere sufficientemente larghi e antisdrucciolevoli”.

Rimandandovi al documento originale di Suva, ricco di immagini esplicative, concludiamo con informazioni relative a specifici contenitori.

Cassoni scarrabili

Le pinze di sollevamento devono essere sicure e resistenti.

Per impedire lo sganciamento del carico è possibile utilizzare delle piastre di sicurezza.

Inoltre nei cassoni scarrabili gli appoggi antiribaltamento devono essere in grado di sostenere il carico previsto: “se gli appoggi antiribaltamento sono rotti, l’autocarro rischia di ribaltarsi durante le operazioni di scarico”.

È importante “controllare i seguenti punti:

–  fissaggio degli appoggi antiribaltamento;

–  deformazione delle lamiere di fondo e di quelle frontali;

–   saldature”.

Container su ruote

L’anello di sollevamento e il dispositivo di sospensione devono essere resistenti al carico: “la rottura dell’anello di sollevamento provoca la caduta del container”.

In questo caso è bene “controllare i seguenti punti:

–  fessurazione (sulla parte esterna);

–  usura, diametro dell’anello;

–  saldature;

–  fissaggio sulla parete frontale, deformazioni dei fazzoletti”.

Press container

Riguardo ai press container è importante verificare che l’attuatore idraulico funzioni correttamente. I tubi idraulici devono essere a tenuta stagna e:

–  “non devono essere sollecitati da forze di trazione, torsione o compressione;

–  devono essere protetti contro i danni da vibrazioni;

–  non devono essere verniciati;

–  le valvole limitatrici di pressione devono essere funzionanti e regolate secondo le indicazioni del produttore”.

L’equipaggiamento elettrico deve essere efficiente e funzionante.

Per verificare l’efficienza controllare:

–  “interruttori principali, interruttori a chiave;

–  interruttori di controllo;

–  pulsanti;

–  interruttori di arresto d’emergenza;

–  spine di collegamento, messa a terra, cavi danneggiati”.

Ricordiamo infine che la “ manutenzione degli elementi idraulici e delle installazioni elettriche deve essere eseguita da persone esperte”.

N.B.: Gli eventuali riferimenti legislativi contenuti nel documento originale riguardano la realtà svizzera, i suggerimenti indicati possono essere comunque di utilità per tutti i lavoratori.

Segnaliamo, infine, che nel precedente articolo di PuntoSicuro su cassoni e container, abbiamo inserito il giusto collegamento per visionare la lista di controllo “ Carico e scarico di container e cassoni”.

Suva, lista di controllo, “ Manutenzione di container e cassoni”, (formato PDF, 568 kB).